POPVLVS

…GENTI DELL’ETĂ€ CLASSICA ALL’ARCO DI GIANO…

Un progetto di Livia Cannella

Roma, Arco di Giano – Via del Velabro
20-24 febbraio, 2015 – ore 18,00-24,00

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 [ materiale fotografico dell’allestimento ]

…ATTRAVERSO L’ARCO DI GIANO…

L’area archeologica centrale, immensa testimonianza della grandezza e della civiltà di Roma, rappresenta il cardine dell’identità della Capitale, estesa su un territorio i cui confini sono difficilmente determinabili in un limite percettivamente identificato, la qual cosa ne è anche la straordinaria magia.

Fulcro del suo rapporto con la città, diviene quindi proprio il tema degli accessi, non solo come punti di ingresso ma come luoghi di mediazione/decantazione in cui si passa dalla contiguità con la dimensione contemporanea della città all’immersione in un paesaggio di memorie millenarie.

Nella costellazione dei numerosi scorci che aprono verso i Fori Imperiali, il canale prospettico che da Piazza Bocca della VeritĂ  conduce alle pendici del Palatino, trova nella mediazione del monumentale Arco di Giano, un formidabile luogo di possibile narrazione.

La sua possente massa, ininterrottamente visibile ed emersa dai tempi della sua edificazione, non ha mai smesso di segnare il luogo di passaggio dal centro rappresentativo della cittĂ  antica al contesto piĂą popolare, dove al tempo sorgevano aree di mercato e di scambio (lo stesso arco ne accoglieva i riti).

E’ naturale quindi che ancora oggi le suggestioni di questo luogo evochino il senso di un attraversamento, di una variazione sensoriale tra un “di qua” e un ”di là”, nella reciprocità di un “oltre” da andare ad esplorare, sia che si vada verso l’area centrale, sia che se ne provenga.

Probabilmente è proprio questa mediazione che ne ha costruito nel tempo il senso della bifrontalità, allegoricamente radunato nell’intitolazione al mito di Giano, e fisicamente sostenuto dalla centralità del suo impianto architettonico perfettamente simmetrico in ogni asse della sua geometria.

Riconosciuto quindi come “luogo” significante, l’Arco di Giano merita l’atto di una “messa in luce”, che sia al contempo una dichiarazione di esistenza e il disponibile accoglimento di un simbolico racconto per immagini, che alluda alla tanta storia che ha attraversato e percorso questo luogo, verso la grandezza di Roma.

Questo vuole essere “Populus”: un itinerario suggestivo tra volti, figure e dettagli del patrimonio artistico ospitato nei musei civici romani, che meglio rappresentino, nella fusione della loro immagine in dimensione monumentale, quanto grande, vitale e contemporanea sia la testimonianza culturale di Roma, e quanto questa possa accrescere la consapevolezza dell’immensa opportunità di di conoscenza che il nostro straordinario passato offre ed è in grado di nutrire, per la crescita di una consapevole cittadinanza e per la costruzione del suo più responsabile futuro.

Gigantesche immagini luminose di figure e dettagli scultorei, si fonderanno alle partiture architettoniche del monumento, amplificandone percettivamente la massa e la presenza, restituendo al luogo la sua naturale dimora e centralità all’interno del sistema di relazione/mediazione tra il Foro Boario e l’immensa area archeologica centrale. L’installazione vuole appunto essere una testimonianza, promuovendo allo stesso tempo il sito e ciò che esso per l’occasione accoglie: il patrimonio artistico museale nella sua rappresentazione in luce.

“Populus” vuole instaurare con il pubblico differenti livelli di relazione: un primo livello che si concretizza in termini di prossimità nell’esperienza diretta dell’installazione – riferito all’arco temporale della sua esistenza sul luogo – e un altro livello, complementare al primo, che ne estende la permanenza in un “sito” non fisico, nel Web.

Il progetto si rivolge ad una collettivitĂ  composita, costituita da abitanti e turisti, che avranno un’opportunitĂ  aggiuntiva di “accorgersi” di un luogo di grande suggestione, la cui “messa in luce” possa accrescerne l’evidenza e le relazioni di prossimitĂ . Attraverso la suggestione visiva di un approccio scenografico, vuole sollecitare una sorta di raccoglimento intorno all’attualitĂ  della testimonianza dell’antico, non solo come “residuo” documentale di un tempo trascorso, ma come presenza vitale e significante nell’esperienza attualissima di una percezione – attiva e liberamente interpretata – del nostro inesauribile paesaggio culturale.

L’esperienza di fruizione che può partire (ma non necessariamente parte) dal luogo fisico nel quale risiede l’istallazione si completa attraverso gli elementi di conoscenza resi disponibili on-line e a essa direttamente riconducibili.

“Populus” è frutto della sinergia operativa tra un’artista, Livia Cannella, un’impresa di produzione culturale, Stelart Srl, una società di comunicazione attiva nella promozione delle relazioni tra arte e tecnologia, Kappabit Srl, uniti da una comune concezione delle potenzialità che la produzione artistica assume in connessione con obiettivi di valorizzazione dei beni e del patrimonio culturale. Nel condividere una visione di prospettiva della combinazione di idee, progetti, qualità esecutiva e comunicazione dei processi creativi, pongono le basi di una ricerca di metodo capace di divenire strumento operativo nell’ambito delle strategie e delle politiche culturali mirate alla qualificazione della scena urbana e alla crescita dei valori di cittadinanza.